Accadde Oggi. 1992: Gianni Brera muore in un incidente stradale

Moriva il 19 dicembre di 26 anni fa uno dei più importanti giornalisti sportivi italiani in seguito ad un'incidente stradale. Era Gianni Brera, all'anagrafe Giovanni Luigi Brera, che insieme ad altri passeggeri nella stessa auto perse la vita all'età di 73 anni, per un'invasione di corsia di un'autovettura sulla strada che collega Codogno a Casalpusterlengo.

Nato a San Zenone al Po l'8 settembre 1919, fu un grande tifoso del Genoa, si sposò con Rina Gramegna nel 1943, dalla quale ebbe quattro figli: Franco, Carlo, Paolo e Francotutti dediti alle arti, quali pittura, musica e letteratura. A 14 anni si spostò a Milano per giocare nelle giovanili del Milan come centromediano sotto la guida di Cina Bonazzoni e si iscrisse al liceo scientifico. La passione calcistica gli faceva trascurare gli studi e su costrizione del padre e della sorella, ritornò a Pavia, dove terminò gli studi e la successiva iscrizione all'università in Scienze Politiche. Dovette smettere presto per lo scoppio della guerra mondiale nel 1940, dove diventa prima ufficiale e poi paracadutista, scrivendo articoli per giornali di provincia.

Durante la guerra collabora con Il Popolo d'Italia e Resto del Carlino, muoiono il padre e la madre, lui si laurea con una tesi su Tommaso Moro e si sposa. Terminato il conflitto mondiale riprende l'attività giornalistica alla Gazzetta dello Sport occupandosi prima di atletica leggera e poi di ciclismo, nonostante lui volesse occuparsi di calcio e boxe alla chiamata del direttore Bruno Roghi. Lavorò per Il Giorno fondato da Enrico Mattei, curò la rubrica "Arcimatto" per il Guerin Sportivo, prima dei successivi trasferimenti al Giornale di Indro Montanelli e a La Repubblica nel 1982, cui restò legato fino al termine della sua vita.

A Brera si devono alcuni neologismi e soprannomi. I neologismi apportati dal giornalista lombardo furono: contropiede, intramontabile, uccellare, centrocampista, melina, goleador, disimpegnare, rifinitura, cursore, libero ed Eupalla. Brera ha coniato soprannomi che sono rimasti scolpiti nella memoria degli sportivi italiani: Accaccone per Helenio Herrera, Accacchino per Heriberto Herrera, Beneamata per l'Inter, il Cavaliere per Silvio Berlusconi, Penna Bianca per Armando Picchi e Roberto Bettega, il Rosso Volante per Eugenio Monti, Baron Tricchettracche per Franco Causio, Abatino per Gianni Rivera, Rombo di Tuono per Gigi Riva, Schopenhauer per Osvaldo Bagnoli, Pulicione per Paolo Pulici, Bonimba per Roberto Boninsegna, Pecos Bill per Giuseppe Virgili, Piper per Gabriele Oriali, Piscinin per Franco Baresi, Simba per Ruud Gullit, Re Puma e Prestipedatore per Marardona, Massinissa per Pietro Paolo Virdis, Deltaplano per Walter Zenga, Mazzandro per Sandro Mazzola, Basletta per Giovanni Lodetti, Felix-de-Mondi o Nuvola Rossa per Felice Gimondi, Peppinoeu per il collega Beppe Viola, la Genzianella napoletana per il collega Antonio Ghirelli, Barba Gil per il collega e direttore di Tuttosport Gigilio Panza, Conileone per Josè Altafini, Sbrindellone per Domenico Marocchino.

Biagio Bianculli

Il grande giornalista Gianni Brera
Il grande giornalista Gianni Brera